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di Claudio di Manao
Venerdì 20 maggio è stato inaugurato a Sharm el Sheikh il ‘Sinai & Diving Heritage Cultural Center’.
Cos’è? Un museo.
Un museo a Sharm? Fate cultura a Sharm?
Sì, perché a Sharm ci vive un’antica popolazione che ha prodotto una robusta cultura nomade ed un impareggiabile artigianato: i beduini. Inoltre si è cercato di sottolineare come Sharm el Sheikh sia cresciuta proprio grazie al diving. Se non fosse stato per quei quattro matti di primi subacquei che dormivano in tenda, (beninteso: dopo aver attraversato centinaia di chilometri in un corridoio tra campi minati) forse avremmo dovuto aspettare lo sbarco dei marziani per vedere Sharm el Sheikh crescere a tal punto da diventare una città. Quindi, il diving meritava il un giusto omaggio per aver contribuito allo sviluppo di Sharm. I beduini meritavano che qualcuno finalmente si occupasse delle loro tradizioni ormai quasi oscurate da alberghi scintillanti e shopping malls.
Va bene, tutto ciò è molto nobile, direte voi, ma che c’entra questo coi relitti?
C’entra: oltre all’aver esposto attrezzature risalenti agli albori della subacquea, come vecchi compressori, scafandri eccetera, è stata destinata una sezione intera al relitto del Thistlegorm, con mappe, documenti, reperti ed altre importanti testimonianze, come munizioni disinnescate ed una motocicletta BSA dello stesso tipo di quelle contenute nelle stive, ma funzionante ed in ottimo stato (parcheggiata lì, ci tiene a precisare lui che quando vuole se la riprende per un giretto, dal Dottor Adel Taher, della Camera Iperbarica di Sharm).
L’atmosfera è quella di una vecchia nave: luci basse, legni, timoni, oblò e gigantografie. I locali presteranno anche, dice Fabio Brucini di freestylewatersport promotore dell’intera iniziativa, per essere usati come sala conferenze, mentre il Prof. Siliotti, direttore artistico del museo, ci delizierà presto con una guida illustrata per i visitatori.
Durante l’inaugurazione è stato proiettato il filmato originale del ritrovamento del Thistlegorm da parte del Comandante Albert Falco, il mitico skipper della Calypso di Cousteau, che purtroppo non ha potuto presenziare l’inaugurazione per motivi di salute.
Sono invece intervenuti il Sindaco di Sharm, il Console Onorario italiano, il primo segretario dell’Ambasciatore d’Italia, due inviati della guardia Costiera e della Polizia Marina egiziane ed il Comandante Stefano Crementieri, capo dell’Unità Navale Italiana facente parte della missione M.F.O. in Sinai. E… indovinate un po’:Umberto Pelizzari! Che ormai è di casa a Sharm, per i suoi corsi d’Apnea.
Il museo rimarrà aperto al pubblico, gratuitamente fino a tempo indeterminato, negli orari d'apertura della freestyle watersport, A Naama Bay, nei pressi della Marina.
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